venerdì , 25 aprile 2014
Storia del Santo

Storia del Santo

San Giorgio è venerato da tutto il mondo cattolico come martire della Chiesa.
Per quanto riguarda la sua storia, essa ci viene descritta, seppur con notizie poco certe, da un testo antico chiamato “Passio Georgi”, considerato un’opera apocrifa secondo il “Decretum Gelasianum” del 496 d.C. del Papa Gelasio I.
Secondo il testo agiograficoGiorgio nacque nella regione della Cappadocia in un periodo compreso tra il 250 e il 281 d.C. da Geronziopersiano, e Policromacappadocia.
Entrambi i genitori lo educano alla religione cristiana fino all’anno in cui Giorgio intraprende la carriera militare.
Si trasferisce in Palestina, dove viene arruolato nell’esercito dell’imperatore Diocleziano.
Per i suoi meriti e il suo valore arriva a ricoprire cariche elevate, fino ad arrivare a diventare una delle guardie del corpo di Diocleziano come ufficiale delle milizie.

Nei primi tre secoli d.C. si contano dieci persecuzioni contro i cristiani, tra le quali l’ultima proprio di Diocleziano che colpisce pure Giorgio. Per i cristiani scattavano pene durissime, come per esempio la distruzione delle chiese, la confisca dei beni, la consegna dei testi sacri e cosi via.
L’atto supremo di Giorgio è di rinnegare la religione pagana (politeista) e, a quanto riporta lo storico Eusebio, l’aver strappato l’editto di Nicomedia (decreto contro i cristiani) davanti all’imperatore.
Accusato di alto tradimento, venne arrestato, non prima di aver venduto tutti i suoi averi ai poveri.
La Chiesa lo ricorda per il martirio, cioè una sorta di terribili e sanguinarie punizioni che dovette subire.
La data della sua morte dovrebbe ricondursi al 303 d.C. e la tomba si trova presso Lidda (l’odierna Lod che si trova in Israele).

“La Leggenda Aurea”

Si narra che il Vescovo di GenovaJacopo da Varagine, scrisse una leggenda detta Leggenda Aurea che è quella che ha influenzato l’ispirazione creativa degli artisti e della fantasia popolare.
La leggenda narra che in una città chiamata Selem, in Libia, vi era un lago talmente grande da poter nascondere un drago.
Questa creatura feroce terrorizzava i cittadini e la gente del posto tanto da uccidere chi passava da quelle parti.
Per questo motivo gli abitanti della cittadina cominciarono a offrirgli in cambio del bestiame per placare la sua ira, ma, quando questo cominciò a scarseggiare, furono costretti a sacrificare, oltre alle bestie, dei giovani scelti a caso.Un giorno la sorte volle che fosse la giovane figlia del re, la principessaSilene, a essere sacrificata al drago.
Il Re, terrorizzato, offrì il suo patrimonio e metà del regno, ma la popolazione si ribellò, avendo visto morire tanti suoi figli.
Passati diversi giorni, il re alla fine dovette cedere e la giovane principessa si avviò verso il lago per essere offerta al drago.
In quel momento passò di lì il giovane cavaliere Giorgio, il quale saputo dell’imminente sacrificio, tranquillizzò la principessa, promettendole il suo intervento per evitarle quell’orrenda fine.
Quando il drago uscì dalle acque, sputando fuoco e mostrando la sua ira, Giorgio non si spaventò e trafisse il suo petto con la sua lancia, ferendolo e facendolo cadere a terra.
Poi disse alla principessa Silene di non aver timore e di avvolgere la sua cintura al collo del drago, che prese a seguirla docilmente verso la città.
Gli abitanti erano atterriti nel vedere il drago avvicinarsi alla città ma Giorgio li tranquillizzò dicendo loro di non aver timore poiché:

Iddio mi ha mandato a voi per liberarvi dal drago: se abbraccerete la fede in Cristo, riceverete il battesimo e io ucciderò il mostro.

Allora il re e la popolazione si convertirono e il cavaliere, una volta ucciso il dragolo fece trascinare fuori dalla città in festa.

Il Culto del Santo in Italia

In Italia il culto per il santo martire fu assai diffuso e le città e i comuni in cui è patrono sono più di un centinaio, di cui 3 capoluogo (Campobasso,Ferrara e Reggio Calabria), inoltre si contano ben ventuno comuni che portano il suo nome.
RomaBelisario (ca 527) affidò alla protezione del santo la porta di San Sebastiano e la chiesa del Velabro, dove venne poi trasferito il cranio diSan Giorgio, trovato in Cappadocia da Papa Zaccaria (744 d.C. – 752 d.C.).
Gli è dedicato il palio di Ferrara nel quale il premio è appunto il drappo del “santo Zorzo“, mentre a Gubbio è uno dei tre santi nel cui nome si svolge la festa dei ceri (o “corsa“) ogni 15 maggio.
La sua croce rossa in campo bianco è simbolo anche di GenovaBologna e di Milano.
Soriano nel Cimino (VT), a San Giorgio è dedicata una antica chiesa romanica risalente all‘XI secolo e porta il suo nome una delle quattro contrade che partecipano alla “Sagra delle Castagne“, una delle più importanti manifestazioni medioevali in Italia.

Durante il Corteo Storico viene rievoca la battaglia del santo contro il Drago, con un grande carro allegorico in cui compaiono i protagonisti della vicenda.
Nella provincia di Ferrara il culto è particolarmente diffuso poiché spesso, nella credenza popolare dell’alto Medioevo, il Po ed altri corsi minori venivano considerati la tana di un drago che San Giorgio avrebbe ucciso salvando gli abitanti.
In realtà il drago è stato identificato come metafora della pericolosità delle piene del fiume che rischiavano di distruggere Ferrara e gli altri centri della zona.
Ferrara le due chiese principali gli sono dedicate. Ad Argenta invece, è presente la pieve di San Giorgio, addirittura precedente alla nascita della città di Ferrara, a provare l’antichità del culto del santo.
La festa si celebra anche a Vieste, cittadina pugliese sul Gargano.

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